Teatro_Comunale_Gozzi_Pasiano

Teatro Comunale Gozzi

L’edificio in stile neoclassico fu costruito nel 1932 con le donazioni dei pasianesi in memoria dei Caduti del primo conflitto mondiale. Inizialmente pensato come scuola professionale di disegno e di agraria con un pronao in cui collocare le lapidi con i nomi dei 200 Caduti, in seguito il Comune lo adibì a cinematografo e quindi a Teatro, intitolato ai fratelli Gasparo e Carlo Gozzi, letterati del ’700, vissuti nell’omonima Villa Gozzi di Visinale.

Gasparo (1713-1786) fu cronista e animatore della vita intellettuale veneziana e precursore del moderno giornalismo con la cospicua presenza sulle pagine della “Gazzetta Veneta”, Carlo (1720-1806) invece, scrisse fiabe e testi teatrali spesso in polemica con Carlo Goldoni; suo è il testo della Turandot.

Il teatro attualmente ospita rassegne teatrali, concerti, conferenze nonché mostre temporanee d’arte.
 
 
 
 
 

Informazioni

Indirizzo: Piazza Alcide De Gasperi, Pasiano di Pordenone

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Valvasone

Valvasone

Valvasone è un borgo medioevale risalente all’XI secolo, situato nei pressi del guado del fiume Tagliamento e stretto intorno al suo magnifico castello ricco di affreschi che è stato dichiarato monumento nazionale. Il centro storico, circondato dalla roggia, è fittamente percorso da calli e campielli, dove antiche dimore e portici si affacciano su scorci suggestivi.

Tra i palazzi edificati fuori dalle cinte murarie sorgono il Padiglione di caccia dei Valvason e Palazzo Pinni con il suo bellissimo parco, al cui interno si trovano i resti di un torrione del castello.

Attraversata la Torre Portaia, che si apre nel primo giro di mura, si accede al centro storico, dove si incontrano case porticate e antichi palazzi medioevali e rinascimentali, il settecentesco filatoio, la Torre delle Ore (antico ponte levatoio trasformato in torre dell’orologio), il Palazzo del Conte Eugenio, Casa Fortuni, il mulino con la sua pittoresca ruota alimentata dalla roggia, la quattrocentesca Casa della Pieve, l’ex cappella di San Giacomo e l’antico Convento dei Frati serviti con il chiostro.

Tra gli edifici di culto vanno ricordati la trecentesca Chiesetta dei Santi Pietro, Paolo e Antonio Abate, con affreschi del XIV-XV secolo, nonché il Duomo della fine del Quattrocento con interventi neogotici, al cui interno si conserva l’organo cinquecentesco con le portelle dipinte dal Pordenone e da Pomponio Amalteo.

Pier Paolo Pasolini, che dedicò qualche verso al “tesoro di Valvasone”, colse l’antico incanto che pervade questi luoghi: “Il grigio, il nero, il silenzio, la vetustà, le vocali del dialetto”.

Valvasone fa parte dei Borghi più belli d’Italia e non manca, inoltre, di attrazioni naturalistiche, come il parco fluviale del Tagliamento e il parco naturalistico della Roggia dei Mulini.

La seconda settimana del mese di settembre si svolge la tradizionale rievocazione storica della vita medioevale.

 

Informazioni


Dove: Valvasone sorge sulla riva destra del Tagliamento, in provincia di Pordenone

 

Informazioni: Comune diValvasone, Piazza Mercato 1 – www.comune.valvasone.pn.it – Tel.: +39 0434 89081; Fax: +39 0434 899220; e-mail: valvasone@com-valvasone.regione.fvg.it

Associazione Pro Valvasone, Via Erasmo,1 – www.provalvasone.it – Cell: +39 348 5190395; Tel.: +39 0434 898898; e-mail: provalvasone@gmail.com

Ufficio Turistico IAT, Via Erasmo1; Tel.: +39 0434 898898; e-mail: info.valvasone@gmail.com

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Mummie_Venzone

Mummie di Venzone

Nella Cripta di San Michele, posta di fronte al Duomo, sono esposte cinque delle quasi quaranta mummie riesumate nel XIX secolo. Alcune furono donate al Gabinetto universitario di Padova, al Museo di Vienna e alla chiesa degli Invalidi di Parigi.

La prima mummia fu ritrovata nel 1647 in un sarcofago nel Duomo. La salma del “Gobbo” appartenne a un nobile della famiglia degli Scaligeri, vissuto a Venzone nel Trecento. Il curioso fenomeno è reso possibile da una muffa che priva i corpi dell’acqua trasformando la pelle in pergamena.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Cappella cimiteriale di San Michele, Piazzetta Duomo, Venzone

Informazioni: Ufficio Turistico di Venzone, via G. di Mels 5/4 – tel./fax: +39 0432 985034 oppure Pro Loco Venzone – www.prolocovenzone.it; e-mail: provenzone@libero.it

Orari di apertura: dal 1° aprile al 31 ottobre tutti i giorni 9.00-19.00; dal 1° novembre al 31 marzo aperta tutti i giorni 9.00-17.00

Ingresso: a gettone € 1,50 acquistabile presso bar e negozi del centro storico nelle vicinanze del Duomo e presso l’Ufficio Turistico della Pro Loco “Pro Venzone”; ingresso ridotto per gruppi € 1,20; scolaresche € 1,00 rivolgendosi all’Ufficio Turistico

Visite: su prenotazione visite guidate per gruppi e scolaresche

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siora

Siora Rosa

Nato ancor prima del 1921 con il nome di Bar Vittorio Veneto, era gestito dalla signora Rosa Cattaruzza, il cui ritratto campeggia sopra la cassa del locale.
Siora Rosa cucinava interi prosciutti che utilizzava per preparare deliziosi panini che la resero famosa in tutta Trieste soprattutto per la loro abbondanza.
All’origine il locale era più piccolo, ma sempre pieno di persone che venivano a mangiare jota, trippe, baccalà, porcina, cotechino, kaiserfleisch, luganighe di Vienna e luganighe di cragno entrambe servite con crauti, senape e kren.

Scomparsa la titolare, nel 1975 il locale è stato rinnovato e riaperto dalla Famiglia Facco. Da quasi quarant’anni, infatti, la signora Albina è la regina della cucina dove lavora ogni giorno con la figlia Monica per non far dimenticare a triestini e turisti la tradizione culinaria di Siora Rosa.

Ogni giorno, infatti, è possibile gustare il prosciutto cotto nel pane tanto apprezzato dalle vecchie e nuove generazioni; inoltre è sempre in funzione la caldaia che sforna porcina, cotechino, lingua, luganighe di Vienna e di cragno, che insieme ai crauti sono il piatto tipico triestino, accompagnato naturalmente da una buona birra artigianale.
Specialità della Casa sono anche il goulash, gli gnocchi di pane, di patate e di susine, e tanti altri piatti legati alle stagioni tra i quali ricordiamo il baccalà in bianco, il baccalà mantecato, le seppie in umido e i sardoni in savor.

Numerose sono le riviste specializzate e i giornali che hanno parlato del Buffet da Siora Rosa.
 

Informazioni


Indirizzo: Piazza Attilio Hortis, 3 – Trieste

Telefono: +39 040 301460

Email: buffetsiorarosa@gmail.com

Orari: Aperto dalle 8.00 alle 22.00

Chiusure: Chiuso la domenica e il lunedi

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Farie_de_Checo

Farie de Checo

La Farie di Cercivento è un’opificio con meccanismi idraulici risalente al 1426, completamente ristrutturato a cura della Comunità montana della Carnia e perfettamente funzionante. La visita nell’antica fucina riscopre il processo di lavorazione del ferro attraverso gli attrezzi del fabbro quali il mantice, il maglio e la mola corredati da materiali didattici ed illustrativi. Tutti i meccanismi sono azionati con l’energia prodotta dalla forza dell’acqua della roggia che, scorrendo attraverso scivoli apribili dall’interno, piomba all’occorrenza sulle pale delle ruote motrici conferendo movimento agli alberi motori collegati agli attrezzi da lavoro ancora esistenti e perfettamente funzionanti. All’esterno una serie di congegni regola il flusso dell’acqua delle rogge e le pale in legno mentre nella bottega sono esposti una serie di oggetti realizzabili in una fucina.

 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Località Plan de Fàrie, Cercivento (Ud)

Servizi: visite guidate

Informazioni: www.carniamusei.org – carnia.musei@cmcarnia.regione.fvg.it

Orari di apertura: aperture su richiesta contattando l’ufficio CarniaMusei – Tel.: 0433487779 – e-mail: carnia.musei@cmcarnia.regione.fvg.it

Ingresso: gratuito

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Parco_Basaglia_Gorizia

Parco Basaglia (Parco dell’ex Ospedale psichiatrico)

Il parco è situato nel comprensorio dell’ex manicomio, in una zona periferica della città all’epoca della sua costruzione, tra il 1905 e il 1908. Il frenocomio goriziano fu progettato secondo il modello open door: occupa, infatti, un’ampia superficie verde in cui sono dislocati i padiglioni ospedalieri, ombreggiata da specie arboree di considerevoli dimensioni, isolate o a gruppi che ospitano scoiattoli, picchi e lepri.

Durante la Prima guerra mondiale fu danneggiato dai bombardamenti e soltanto nel 1933 fu riaperto con la gestione della Provincia di Gorizia. Tra il 1961 e il 1969 il manicomio fu diretto da Franco Basaglia che qui iniziò le sue innovative sperimentazioni terapeutiche.

Negli anni Ottanta la gestione dell’area fu suddivisa tra l’Azienda sanitaria, che ancora oggi utilizza alcuni padiglioni a fini medico-sociali e gestisce la maggior parte del patrimonio a parco, e la Provincia di Gorizia che vi ha insediato alcuni istituti scolastici.

 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Via Vittorio Veneto 174, Gorizia

Superficie totale: 7,50 ha

Impianto planimetrico: formale con inserti informali (geometrico con percorsi

curvilinei e rettilinei)

Condizione giuridica: proprietà pubblica, Azienda per i servizi sanitari n. 2 Isontina

Peculiarità scenografiche e compositive: aiuole, sentieri, vialetti

Specie botaniche di rilievo: cedro della California, cedro dell’Himalaya, cedro del Libano, cipresso di Lawson, faggio rosso, Osmanthus praecox, sequoia, tasso

Orari di apertura: sempre aperto

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Museo civico

Il museo è sito nel complesso di Palazzo Elti nel centro storico di Gemona. Alla fine dell’Ottocento il sacerdote Valentino Baldissera, erudito e amante delle arti collezionò un primo nucleo di reperti archeologici e curiosità. In seguito il bibliotecario Antonio Tessitori e altri appassionati locali si dedicarono al recupero e alla raccolta delle testimonianze storiche del territorio, che andarono ad arricchire la collezione comunale.

L’esposizione accoglie, inoltre, opere rinascimentali e barocche recuperate dalle Chiese di Santa Maria delle Grazie e di San Giovanni, andate distrutte nel sisma del 1976. Il soffitto di quest’ultima è stato ricomposto fotograficamente e sono visibili 7 delle 36 tavole recuperate eseguite nel 1533 da Pomponio Amalteo e Gaspare Negro.

Il percorso espositivo offre opere di Cima da Conegliano e di Pellegrino da San Daniele e, inoltre, dipinti di soggetto sacro eseguiti dai Secante, pittori udinesi del XVI secolo; una Crocifissione, attribuita al veneziano Palma il Giovane e una serie di opere di produzione oltralpina.

Nel 1906 il Comune di Gemona acquisì la collezione di dipinti provenienti dalla Carinzia del pittore Luigi Fantoni (1844-1903) fra cui tele e bozzetti attribuiti ad artisti tedeschi del XVIII secolo (Kremserschmidt, Troger, Spiegler).

Ci sono, inoltre, le opere dei maestri gemonesi dell’Otto e Novecento, quali Giacomo e Antonio Brollo, Raimondo D’Aronco e Giuseppe Barazzutti.

 

Informazioni


Indirizzo: Palazzo Elti, Via Bini 9, Gemona del Friuli

Servizi: visite guidate, audioguida, biblioteca; accessibile ai disabili

Informazioni: www.provincia.udine.it/musei; presso l’Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica – Tel.: 0432 981441; E-mail: ufficioiat@gemonaweb.it; e il Comune di Gemona – Tel.: 0432 973211; www.comune.gemona-del-friuli.ud.it;

Orari di apertura: da giugno a settembre tutti i giorni 10.00-13.00 e 15.00-19.00; da ottobre a maggio 10.00-12.30 e 15.00-18.00; chiuso il lunedì

Ingresso: gratuito

Tel.: 0432 971399

Fax: 0432 971090

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