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Torre di Mels

Edificato nella prima metà dell’XI secolo, il castello di Mels fu dato in feudo dal conte del Tirolo, per concessione dell’imperatore Corrado II, alla famiglia dei Waldsee, che ne assunse il predicato. Nel 1262 il castello fu bruciato e nel 1352 fu fatto demolire dal Patriarca Nicolò di Lussemburgo durante la repressione dei nobili congiurati nell’assassinio del suo predecessore, tra cui figuravano anche i Mels.

Il fortilizio doveva sorgere nella zona settentrionale del rilievo, difeso da una muraglia merlata, da una torre e tre terramenti dove ora si trovano alcune abitazioni trecentesche costruite a rinforzo della cortina. L’ultimo resto del castello è l’antica torre, detta Torate, a pianta quadrata, databile al XII secolo, restaurata dopo il 1976.

 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Via Torate, Mels (Colloredo di Monte Albano)

Ingresso: gratuito

Orario visite: sabato e domenica 9.30-17.00

E-mail: pievesanlorenzo@tin.it

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Lago di Redona

Il lago artificiale di Redona, detto anche “Lago dei Tramonti“, fu costruito nel 1951 sbarrando il fiume Meduna, presso la stretta del monte Racli, per produrre energia elettrica ed alimentare i sistemi d’irrigazione della pianura. La sua costruzione però ha comportato la distruzione di tre borgate che sono state sommerse, Flors, Movàda e Redòna: nei periodi di secca, i resti delle case e degli edifici emergono dalle acque come scheletri.

Lungo circa 5 km, si trova in Val Tramontina, circondato dalle montagne, fra i Comuni di Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto, vicino a Meduno (Pordenone).

Il lago è inserito in un ambiente naturale affascinante, percorso da sentieri panoramici, ed è possibile praticare la pesca: la fauna ittica è rappresentata da trote iridee, fario, barbi e cavedani.
 
 
 
 
 
 
 
 

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Casa Fortificata La Brunelde

Il fortilizio della Brunelde è citato già nel 1208 in un elenco di beni feudali dei conti d’Arcano, marescalchi e confalonieri del Patriarca d’Aquileia, fino al XV secolo denominati “de Tricano” per i tre cani neri presenti nello stemma. L’antica torre longobarda – già sorta su un’opera di epoca romana che presidiava la Via del Sale – fu trasformata in casaforte nel XIII secolo.

Giovanni Nicolò d’Arcano agli inizi del Cinquecento riformò il complesso, trasformandolo in residenza di campagna, in cui dedicarsi alla caccia. Il fratello Rizzardo, colto umanista, volle decorare l’atrio con motti latini tratti dall’Eneide di Virgilio. Nel 1518 fu edificata la cappelletta di San Nicolò, in cui è conservata la reliquia della vera Croce, che, secondo la tradizione, fu portata nel 1270 da Leonardo III d’Arcano di ritorno dall’ottava crociata.

La domus magna Tricanea conserva gli arredi d’epoca e le memorie famigliari, lo studiolo del poeta Gian Mauro d’Arcano, l’archivio storico della casata, le pareti dipinte con gli scacchi bianchi e rossi – emblema della casata – nonché le sale che nel Settecento ospitarono il celebre cantante Farinelli.

 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: località Casali Florit, Fagagna
Servizi: visite didattiche, partecipa a Castelli aperti, Settimane della Cultura, mostre e convegni

Visite: su prenotazione per gruppi di almeno 20 persone presso la Segreteria del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del FVG – Tel.: 0432 288588; Fax: 0432 229790; info@consorziocastelli.it
Orari di apertura: sabato e domenica 15.30-18.30 (orario di inizio dell’ultima visita)

Informazioni:www.consorziocastelli.it

Tel.: 0434 738224

E-mail: info@labrunelde.it

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Il giro dei laghi di Fusine

Dai laghi di Fusine si possono intraprendere diverse escursioni di diversa lunghezza. Oltre al classico giro dei due laghi collegati da comodi sentieri, circa 3 ore, si e’ possibile raggiungere anche il rifugio Zacchi (mt. 1.380), con un percorso ad anello verso il lago superiore.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni

Dislivello in metri: 440
Difficoltà: E
Tempi di percorrenza in ore: 3

INFO: Turismo FVG Tarvisio
Tel. + 39 0428 2135
Email info.tarvisio@turismo.fvg.it

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Dal lago superiore di Fusine, raggiungibile in auto da Tarvisio, imboccate il sentiero Cai nr. 512 fino a raggiungere il rinnovato rifugio Zacchi

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Scendete per strada forestale passando per la capanna Ghezzi

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Borgo del Castello di San Vito al Tagliamento

Situato nella fertile piana alluvionale, il nucleo di San Vito crebbe attorno al Castello dopo la metà del XII secolo. Nel borgo medievale, chiuso da tratti di mura duecentesche, tra le strette calli conserva ancora interessanti edifici d’epoca. All’ultimo quarto del XIII secolo risalgono le mura merlate, il fossato e le torri Scaramuccia e Raimonda, quest’ultima adibita a sede del Museo Archeologico.

Il vicino Castello, ove nella seconda metà del Trecento si riunì più volte il Parlamento della Patria del Friuli, nel secolo successivo divenne un palazzo signorile dei nobili Altan. A partire dal Quattrocento sorsero la Loggia Pubblica, ora Teatro Sociale, e la Chiesa di San Lorenzo con annesso convento domenicano, che oggi ospita la Biblioteca civica.

Nel Cinquecento Borgo San Lorenzo fu incorporato nel centro e furono eretti la Torre Grimana e il torrione meridionale, dando all’abitato forma trapezoidale. Piazza del Popolo si circondò di prestigiosi palazzi, come il venezianeggiante Palazzo Rota, con lo splendido parco tardo romantico, attuale sede municipale.

Al Seicento risale Palazzo Altan in Borgo Taliano che ospita il Museo provinciale della vita contadina. La Chiesa dell’Annunciata, rivestita di affreschi trecenteschi, fu la cappella gentilizia dei Patriarchi. Il Duomo, costruito a metà Settecento per volontà del patriarca Daniele Delfino, custodisce opere di Andrea Bellunello, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Gaspare Diziani, Francesco Zugno e Pomponio Amalteo, maggior pittore sanvitese e allievo del Pordenone, che lascia un altro splendido ciclo di affreschi nella Chiesa di Santa Maria dei Battuti. San Vito diede i natali al naturalista Anton Lazzaro Moro, uno dei più insigni scienziati del Settecento italiano.

Interessante anche il percorso naturalistico del parco delle olle di risorgiva della roggia Vignella in località Pissarelle.

 

Informazioni


Dove: San Vito al Tagliamento, Provincia di Pordenone

Informazioni: www.comune.san-vito-al-tagliamento.pn.it

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Fagagna

Fagagna

Il borgo di Fagagna deve il suo nome ai boschi di faggio che un tempo inverdivano le colline dell’udinese. Il centro storico è costituito da sette antiche borgate riunite intorno al Castello, donato da Ottone II di Sassonia alla Chiesa di Aquileia attorno al Mille, che costituiva un avamposto della linea fortificata comprendente anche il castello di Villalta. Quest’ultimo, risalente al 1216, si erge ancora in mezzo alla campagna con la sua torre e le mura merlate.

Dal Palazzo Municipale si sale al colle del castello seguendo una vecchia strada selciata, in cima è possibile ammirare il Palazzo della Comunità e la duecentesca Pieve di Santa Maria Assunta, nonché la chiesetta di S. Leonardo con affreschi trecenteschi. Dalla Pieve, passeggiando lungo la panoramica via dei Tigli si incontrano una casa-forte del XIV secolo e il Museo della vita contadina in Cjase Cocèl. Inoltre, prendendo la strada Daûr Glesie (dietro la chiesa), attraverso il sentiero nel bosco, è possibile visitare il fortino militare della prima guerra mondiale e, da qui, seguendo la strada campestre Riva di Cjastenêt, si arriva al Borgo Riolo, sorto alla fine Cinquecento.

Tra i palazzi signorili del borgo spiccano il settecentesco Palazzo Nigris, i palazzi Asquini, seicentesca residenza della famiglia comitale e Palazzo Pecile del XVIII secolo.

La chiesa di Santa Maria Assunta custodisce il prezioso organo Comelli del 1788 con una splendida tastiera intarsiata in ebano e avorio, mentre in San Giacomo si trova quello realizzato da Beniamino Zanin (1903).

Noto e rinomato è il formaggio che si produce a Fagagna, la cui latteria sociale è stata nel 1885 tra le prime cooperative del Friuli Venezia Giulia.

 

Informazioni


Informazioni:

Comune di Fagagna – www.comune.fagagna.ud.it – piazza Unità d’Italia, 3 – 33034 Fagagna (UD), tel. +39 0432 812111 – fax +39 0432 810065

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CastelloDuino

Castello di Duino

Il castello, storica dimora privata dei Principi della Torre e Tasso, sorge sulle alte falesie di Duino a precipizio sul mare, ma la rocca più antica fu costruita nell’XI secolo su uno sperone roccioso in prossimità del promontorio del castello superiore. Nel XII secolo il feudo era di dominio dei Tybein de Dewino, vassalli dei Patriarchi di Aquileia.

Del Castel Vecchio sono ancora visibili i resti della torre e alcuni affreschi. Il castello più antico o inferiore, feudo dei duchi d’Austria a partire dal XIV secolo, passò dai conti di Duino ai baroni di Waldsee. Nel 1389 iniziò l’edificazione del castello nuovo attorno alle rovine di una preesistente torre romana.

Dal 1472 al 1586 il castello fu soggetto alla Casa d’Austria, rappresentata dai suoi provveditori e capitani, tra i quali anche gli Hofer. Nel 1478 l’antica rocca, assaltata durante una scorreria turca, dovette soccombere e fu definitivamente abbandonata per il castello superiore. Quest’ultimo, caduto in mano veneziana, nel 1508 fu riconquistato dall’imperatore Massimiliano che lo donò a Giovanni Hofer, passando in seguito in dote ai principi della Torre e Tasso, i cui eredi dimorano tuttora nel castello.

Il nuovo castello fu quasi completamente ricostruito dopo la prima guerra mondiale mantenendo, però, in buona parte l’antico aspetto. Dal 2003 è aperto al pubblico: il percorso si snoda lungo i saloni ricchi di opere d’arte e la mobilia d’epoca, attraverso il parco con le sue terrazze aperte sul mare e, infine, si accede anche al bunker della seconda guerra mondiale convertito in museo.

Sono stati qui ospiti Johann Strauss, Franz Liszt, Mark Twain, Paul Valéry, Gabriele D’Annunzio, Hugo von Hofmannsthal, Eugène Ionesco e Karl Popper. A Rainer Maria Rilke, che qui compose le sue famose Elegie, è intitolato un suggestivo sentiero affacciato sul golfo che arriva fino alla baia di Sistiana.

Si ritiene che Dante sia stato ospitato nel feudo di Duino da Pagano della Torre, già vescovo di Milano e successivamente Patriarca di Aquileia, durante la cerimonia di incoronazione di Arrigo re d’Italia nel 1311, cui il poeta fu testimone in qualità di ambasciatore di Cangrande della Scala.

Il castello ospita spesso mostre, concerti e congressi ed è anche location per film.

Informazioni

Indirizzo: Via Castello di Duino 32, Duino Aurisina

Orari di apertura: da aprile a settembre 9.30–17.30; ottobre 9.30-16.00; dal 4 novembre aperto nei weekend; in settimana solo per gruppi su prenotazione; chiuso il martedì

Castel Vecchio (l’Antica Rocca) su prenotazione

Ingresso: intero 7 €

Servizi: bookshop, snack bar

Visite: visite@castellodiduino.it

Informazioni: www.castellodiduino.it

Tel.: 040 208120

Fax: 040 208022

E-mail: info@castellodiduino.it

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