Parco_della_Rimembranza_Trieste

Parco della Rimembranza

Il parco è situato nel centro storico di Trieste, sulle pendici del colle di San Giusto, tra il complesso della cattedrale e del castello e il teatro romano.

Si tratta di una superficie boschiva percorsa da tre strade asfaltate e da vialetti lastricati; una doppia scala, chiamata Scala dei giganti, lo attraversa dalla piazzetta della fontana fino a via del Monte.

I lavori iniziarono con la creazione di via Capitolina, una strada panoramica che sale gradualmente attorno al colle raggiungendo la cattedrale. Sul versante furono collocati i cippi di pietre carsiche con le iscrizioni dei nomi dei caduti in guerra.

Il parco fu inaugurato il 24 maggio 1926 con un maestoso corteo che mosse da piazza San Giovanni alla volta del colle di San Giusto, presso l’albero dedicato a Guglielmo Oberdan. Nel 1934 venne eretto l’imponente Monumento ai Caduti dello scultore Attilio Selva e nel 1938, in occasione della visita di Mussolini alla città di Trieste, fu collocata la fontana con l’obelisco posta all’ingresso del parco, progettata dagli architetti Ruggero e Arduino Berlam, in origine illuminata da luci tricolori. Uno spazio di devozione, ma allo stesso tempo di controllo sulla memoria legata principalmente al conflitto del 1915-1918 anche se oggi, al suo interno, è possibile trovare pietre che ricordano anche la guerra civile spagnola, le guerre d’Africa e la seconda guerra mondiale.

 

Informazioni


Indirizzo: Viale della Rimembranza, Trieste

Superficie totale: 3,40 ha

Impianto planimetrico: a bosco, forma irregolare

Condizione giuridica: proprietà pubblica, Comune di Trieste

Peculiarità scenografiche e compositive: cippi con iscrizioni, doppia scalinata con vista, piazza con fontana

Specie botaniche di rilievo: abete, cedro, cipresso, pino

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Ara_Pacis_Mundi_Medea

Ara Pacis Mundi

Il monumento in travertino bianco fu eretto nel 1951 sul solitario colle che sovrasta Medea dall’architetto milanese Mario Baciocchi in ricordo ai caduti di tutte le guerre.

Nella camera ipogea è deposta l’urna in cui sono raccolte le zolle di 800 cimiteri di guerra e 800 involucri con la terra di tutti i fronti, dei campi di internamento e di sterminio, nonché le ampolle con l’acqua marina dei mari in cui furono affondate navi di ogni nazione e dove trovarono la morte migliaia di uomini.

L’iscrizione posta sull’urna “Odium parit mortem, vitam progignit amor” (L’odio produce morte, l’amore genera vita) è un monito al dolore e agli orrori che, in ogni guerra, accomunano vinti e vincitori.

 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Via Ara Pacis, Colle di Medea

Informazioni: www.ara-pacis.it – Comune di Medea, Via Torriani 5 -Tel.: +39 0481 67012 – +39 0481 67454; Fax: +39 0481 67325; E-mail:protocollo@com-medea.regione.fvg.it

Orari di apertura: sempre visitabile

Servizi: materiale informativo

E-mail: info@ara-pacis.it

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Lago_Cornino

Lago di Cornino

Situato nella Riserva naturale Lago di Cornino, nel territorio di Forgaria nel Friuli, questo piccolo lago alpino lungo solo 140 m e profondo 8 m, è caratterizzato da acque di un bellissimo colore verde-azzurro.

Formatosi circa 10.000 anni fa durante il ritiro dei ghiacci, è un lago senza emissari né immissari, ma il continuo ricambio idrico delle falde sotterranee permette di mantenere la temperatura dell’acqua costante nell’intero arco dell’anno (8° C), oltre a una caratteristica limpidezza delle acque. Questa bassa temperatura però, insieme alla scarsità di nutrienti presenti, fa sì che le acque del lago siano poco popolate, anche se c’è una presenza di gamberi di fiume.

All’interno della Riserva naturale del Lago di Cornino vi sono numerosi percorsi di trekking; l’ambiente è ideale per l’osservazione dei rapaci, tra cui i grifoni
 
 
 
 
 
 
 
 

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Battistero_Grado

Battistero di Grado

Il Battistero paleocristiano di Grado si trova accanto alla Basilica di Santa Eufemia, in Campo Patriarca Elia. Fu fatto costruire nel VI secolo dal Patriarca di origine beneventana Probino, come testimoniato dal suo monogramma riportato sulla lastra frontale dell’altare, dove colombe e pavoni fanno da cornice a una croce.

L’esterno del Battistero è in cotto. Nello spiazzo antistante sono stati collocati due grandi sarcofagi romani di personaggi vissuti a Grado tra il II e III secolo.

Il Battistero ha forma ottagonale ed è dotato di otto alte finestre, una per lato, sotto le quali c’era un portico d’ingresso, oggi perduto.

L’interno, molto semplice, contiene al centro la vasca battesimale esagonale, simile a quella della basilica di Aquileia, rivestita di cipollino verde; un altare decorato con frammenti scultorei, inserito in un abside ricavato nel lato orientale, illuminato da tre finestre; sulle pareti un mosaico, reintegrato nelle parti più chiare.

Il pavimento a mosaico è suddiviso in parti trapezoidali, con decorazioni geometriche e floreali e un’iscrizione, dedicata al liberto Sesinio.

Il soffitto in legno è stato ricostruito nel 1933.

 

Informazioni


Campo Patriarca Elia

I – 34073 Grado (GO)

Tel. e fax: +39 0431 80146

E-mail: parrocchia.grado@libero.it

 

Orari di apertura: inverno dal lunedì alla domenica 8.00-18.00; estate dal lunedì alla domenica 8.00-19.00

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Villa_Kechler_Udine

Villa Manin Kechler

Nel piccolo borgo di San Martino sorge Villa Kechler, residenza del tardo XVI secolo. Due massicci pilastri in bugnato sormontati da statue settecentesche introducono al lungo viale che attraversa la corte a giardino con sculture neoclassiche tra le ali delle barchesse e arriva in fronte alla villa dal colore aranciato. Sul retro si estende un parco chiuso dalla cinta muraria.

Un tempo la villa appartenne alla famiglia veneziana Manin, che vi abito finché non si trasferì a Passariano. Gli spazi della barchessa di ponente furono adibiti nel corso dell’Ottocento a filanda di sete pregiate dai Kechler che entrarono in possesso dell’intero bene all’inizio del Novecento. Un ospite illustre del conte Carlo Kechler fu Ernest Hemingway, che vi soggiornò più volte, partecipando alle battute di caccia tra Lignano, la foce del Tagliamento – a dire dello scrittore la “Florida d’Italia” – e Caorle.

 
 

Informazioni


Indirizzo: via Erminia, Località San Martino, Codroipo

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Parco_Castello_Savorgnan_Pirzio_Biroli_Moruzzo

Parco del Castello Savorgnan Pirzio Biroli

Il parco del Castello di Brazzà si sviluppa a nord del Borgo di Brazzacco di Sopra, cingendo su due lati la rocca fortificata che domina sulle limitrofe colline moreniche.

Il complesso è di proprietà della famiglia Savorgnan della Torre di Brazzà e Cergneu e comprende il maniero, la cappella di San Leonardo e la villa settecentesca. Fu restaurato alla fine dell’Ottocento per volere di Cora Slocomb Savorgnan di Brazzà, che disegnò e fece realizzare il parco secondo i canoni del giardino paesaggistico anglosassone: con zone verdi ornamentali alternate a grandi prati, un laghetto e tracciati a forma di trifoglio. Il terreno digrada dal crinale verso la piana, coperto di boschi con specie botaniche provenienti dal nord Europa e dall’America centrale, tra cui un esemplare monumentale di faggio centenario. Cora, inoltre, promosse la diffusione della profumata violetta bianca-blu di Brazzà, tuttora qui coltivata.

A seguito dei danni della causati dalla Prima guerra mondiale, negli anni Venti del Novecento, furono avviati i lavori di ripristino della villa – affidati all’architetto Provino Valle – e del giardino.

 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Via Pietro Savorgnan di Brazzà 11, Brazzacco di Sopra (Moruzzo)

Superficie totale: 15,00 ha

Impianto planimetrico: all’inglese

Condizione giuridica: proprietà privata

Peculiarità scenografiche e compositive: cappella, gradinata d’accesso, torre del castello

Specie botaniche di rilievo: abete bianco, cedro del Libano, cedro dell’Atlante, cedro dell’Himalaya, cipresso dell’Arizona, faggio europeo, farnia, leccio, Liriodendron tulipifera, pino marittimo, pino nero, platano, sambuco, sequoia, tiglio nostrano

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Borgo_Santa_Margherita_del_Gruagno

Borgo di Santa Margherita del Gruagno

Località antichissima, Santa Margherita del Gruagno viene ricordata col nome di Groang nella seconda metà dell’VIII secolo. A partire dal X secolo è attestata la presenza di un castello, oggi perduto, attorno al quale, nel basso Medioevo, si strinse il borgo fortificato cinto da mura, ancora oggi visibili insieme alla torre. Al centro del borgo spicca l’antica pieve di Santa Margherita, eretta sul sacello dedicato a Santa Sabida, culto qui praticato fin dall’VIII secolo, di cui si possono vedere ancora i resti. Ben conservate la cinta muraria della cortina e la torre porta, che mantiene resti dei camminamenti di ronda. Belli anche i rustici in pietra con ampi portali voltati.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Dove: Via del Gruagno, Moruzzo, provincia di Udine

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