Museo_Archeologico_Laguna

Museo Archeologico della Laguna

Questa piccola realtà museale custodisce un patrimonio di oltre cinquecento manufatti, rinvenuti in varie località delle lagune di Marano e Grado e lungo la fascia costiera, molti dei quali inediti e frutto di recuperi occasionali. Numerosi reperti sono legati alla vita quotidiana come ceramiche da mensa e da cucina, lucerne, vasellame in vetro, utensili in metallo, monete e pipe. Oggetti che testimoniano le tappe più importanti dello sviluppo insediativo e delle trasformazioni paesaggistiche della fascia perilagunare dall’età neolitica e del bronzo, all’epoca romana, fino al Medioevo e al Rinascimento. Nel percorso sono, inoltre, descritte l’evoluzione geologica della Laguna e la distribuzione territoriale delle presenze antiche.

 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Centro Civico (ingresso da Piazza Risanamento) Via Sinodo 28, Marano Lagunare

Servizi: laboratorio didattico per scuole, visita guidata per gruppi su prenotazione

Informazioni: www.comune.maranolagunare.ud.it

Orari di apertura: martedì 9.30-12.30 e 15.00-18.00; venerdì 15.00-18.00; su richiesta in altri giorni e orari

Ingresso: gratuito

Tel.: 0431 640506

Fax: 0431 67930

E-mail: museolaguna@comune.maranolagunare.ud.it

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ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI UDINE

Esposizione_Naturalistica_Preone_200_M_Anni

Esposizione Naturalistica Preone 200 Milioni di Anni

L’esposizione, ospitata nella sede di palazzo Lupieri, raccoglie i ritrovamenti paleontologici locali e li presenta in un percorso didattico che chiarisce l’evoluzione geologica e biologica delle Prealpi Carniche. Espositori e diorami illustrano gli ecosistemi del territorio con tipici esemplari della fauna, mentre, attraverso i rinvenimenti fossili, viene ripercorsa la paleontologia della zona a partire da 200 milioni di anni fa.

Un grande diorama ricostruisce l’ambiente della faggeta, popolata da alcuni mammiferi ed uccelli; il tema dei rapporti ecologici tra animali ed ambiente è affrontato dai pannelli che descrivono la distribuzione della vegetazione nelle varie fasce altitudinali, evidenziando la connessione tra ambiente fisico, clima e flora.

Un sentiero naturalistico conduce fino allo stavolo Lunas, attraverso pannelli didattici, alla scoperta delle caratteristiche geologiche, paleontologiche, faunistiche e vegetazionali del luogo.

L’Esposizione Naturalistica “Preone 200 milioni di anni” di Preone fa parte della rete museale CarniaMusei.
 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni

Indirizzo: Palazzo Lupieri, Preone

Servizi: laboratori didattici; percorso naturalistico segnalato (60 minuti)

Informazioni: contattare gli uffici CarniaMusei. Comunità Montana della Carnia,

Via Carnia Libera 1944 29, Tolmezzo – Tel. 0433 487779; www.carniamusei.org;

E-mail: carnia.musei@cmcarnia.regione.fvg.it; oppure presso il Comune di Preone – Tel.: 0433 749027; Fax: 0433 749100; www.preone.org; www.comune.preone.ud.gov.it

E-mail: carnia.musei@cmcarnia.regione.fvg.it; anagrafe@com-preone.regione.fvg.it

Orari di apertura: sabato 15.00-17.00; domenica:10.00-12.00; luglio e agosto dal lunedì al sabato 15.00-18.00, domenica10.00-12.00 e 15.00-18.00; chiuso il giovedì

Ingresso: gratuito

 

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Riserve Naturali dei Monti Lanaro e Orsario

Monte Lanaro

Quest’area protetta presso Sgonico (Zgonik) è limitata a Nord dal confine con la Slovenia e comprende la zona boschiva posta ai piedi del monte Lanaro (Volnik). Il territorio, esplorabile attraverso i percorsi che conducono in vetta al monte, è estremamente rappresentativo dell’altopiano carsico, con rilievi e doline, macchie di estesa boscaglia carsica a carpino nero e roverella mista a pino nero, nonché boschi di rovere, cerro, carpino bianco e nocciolo.

Nelle doline più profonde si trovano estese fioriture di piante primaverili tra le quali la scilla silvestre, l’isopiro, la latrea e il bucaneve e alcune specie di flora rara come la santoreggia lilacina croata.

Nell’area vivono il gatto silvestre e il riccio europeo, oltre a caprioli e cinghiali; episodiche, invece, le presenze dell’orso bruno e dello sciacallo provenienti dalla vicina Slovenia.

In prossimità della vetta, una landa carsica dove è stata realizzata una vedetta panoramica che spazia dall’Istria al Carso e alle Alpi, sono presenti alcune specie rare: la scorzonera di Spagna, l’eufrasia illirica, il lino di Tommasini, l’astragalo della Carniola, l’orchidea scimmia, la viperina degli arenili e la rosa di montagna.

Tra i rettili di queste zone devono essere ricordati il variopinto algiroide magnifico e la vipera dal corno predati da alcuni rapaci, quali l’astore e lo sparviere.

 

Monte Orsario

La riserva dell’Orsario (Veliki Medvedjak) presso Monrupino (Repentabor) è un tipico tratto dell’altipiano carsico con numerose doline e campi solcati, ovvero rocce calcaree modellate dagli agenti atmosferici con scannellature, fori e vaschette di corrosione. Vi si trovano ampi tratti di landa, boscaglia carsica a carpino nero e roverella, ma anche boschi a rovere e cerro, mentre nella parte meridionale crescono rigogliosi i pini neri.

Le doline profonde ospitano variopinte fioriture e alcune specie di flora rara in primavera, mentre in estate si effondono gli odori delle piante aromatiche, come la santoreggia. Ai boschi si alternano i rustici in pietra, le tipiche case carsiche che si integrano armonicamente nel paesaggio naturale. In queste zone proliferano il gatto silvestre e il riccio europeo; più rari sono gli avvistamenti dell’orso bruno e dello sciacallo.

 

Informazioni

Monte Lanaro

Ubicazione: Comune di Sgonico (Zgonik)

Estensione: 285 ettari

Informazioni: www.comune.sgonico.ts.it – Comune di Sgonico, Località Sgonico 45, Trieste – tel.: 040 229101

 

Monte Orsario

Ubicazione: Monrupino (Repentabor)

Estensione: 156 ettari

Informazioni: Comune di Monrupino, Frazione Zolla 37 – Tel.: 040 327335

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Canal_Grande_Trieste

Canal Grande

Nel cuore del Borgo Teresiano – area urbana settecentesca sorta sulle vecchie saline – si apre una breve via d’acqua artificiale che sfocia nel bacino di San Giorgio, nel Porto Vecchio. Fu realizzato tra il 1754 e il 1756 dal veneziano Matteo Pirona, affinché i velieri e i mercantili potessero attraccare al centro della città e scaricare le merci sulle banchine, rispondendo alla vocazione marittima e commerciale della città-emporio.

Il canale, allora punteggiato da variopinti pescherecci, è attraversato oggi da due ponti e da una passerella pedonale: il Ponte rosso, su cui è collocata la statua dello scrittore irlandese James Joyce; il Ponte verde, all’imbocco dal mare, cui venne affiancato, nel 1904, il Ponte bianco o Ponte nuovo, sul quale passava la ferrovia che collegava le Rive. La passerella pedonale in acciaio, vetro e pietra d’Istria, inaugurata nel 2013 come Passaggio Joyce, viene comunemente chiamata “Ponte curto”.

In piazza Ponterosso si trova la fontana settecentesca di Giovanni Battista Mazzoleni, con il puttino, familiarmente chiamato Giovannin de Ponterosso. Su Piazza Sant’Antonio, allestita a giardino, si affaccia lo storico caffè Stella Polare.

Alle rive del canale fanno da scenografia le geometrie bicrome di palazzo Gopcevich, la chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, le cupole azzurre del tempio ortodosso di San Spiridione, il “Grattacielo rosso” ovvero palazzo Aedes, palazzo Genel e palazzo Carciotti.

 

Informazioni


Indirizzo: Piazza Sant’Antonio Nuovo, Trieste

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ALTRO IN ZONA
Fortezza_Gradisca

Fortezza di Gradisca d’Isonzo

La città fortificata di Gradisca venne fondata dalla Repubblica veneta a difesa dalle incursioni turche. A partire dal 1479 venne innalzata una cinta muraria in forma di pentagono con torri angolari, attraversata da due porte e circondata da un fossato.

In seguito alla guerra della Lega di Cambrai, nel 1511, la città cadde sotto l’assalto dell’Impero che già aveva ottenuto la Contea di Gorizia. Per opera della casa d’Austria furono edificate nuove opere e il complesso castellano che andò a inglobare il vecchio palazzo del Capitano e l’antico Arsenale veneto.

Dal 1615 al 1617 fu al centro della contesa tra Venezia e l’Impero che prese il nome di guerra gradiscana. Trent’anni dopo, Gradisca fu ceduta ai principi di Eggenberg che la tennero fino al 1717, quando, estinta la casata, fu riunita a Gorizia. Nel 1784 il castello fu adibito a caserma e dal 1815 a carcere e, conseguentemente ampliato con nuovi corpi di fabbrica, tra cui la Cappella dell’Ergastolo. Il Castello, ora di proprietà demaniale, è stato lasciato in stato di abbandono.

 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Via Ulderico Della Torre, Gradisca d’Isonzo

Stato di conservazione: abbandonato

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ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI GORIZIA

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Italo Svevo: Itinerari Triestini

James Augustine Aloysius Joyce nasce nel 1882 da una famiglia della media borghesia cattolica dublinese. Dopo aver frequentato il Clongowes Wood College, gestito da gesuiti, si laurea in lingue straniere (francese e italiano) e si trasferisce a Parigi per studiare medicina ma – sia per la difficoltà delle lezioni in francese sia per problemi finanziari – non continua gli studi, ritornando a Dublino.

Del 1904 è il primo tentativo di pubblicare Ritratto di artista, il racconto che poi diventerà Stephen Hero e successivamente Ritratto dell’artista da giovane e le prime poesie della raccolta Musica da camera.

Insofferente al provincialismo bigotto di Dublino, Joyce lascia la città con Nora Barnacle conosciuta pochi mesi prima e che sposerà nel 1931. Informato che alla Berlitz School di Trieste si era reso disponibile un posto di insegnante di inglese, James assieme a Nora, raggiunge la città adriatica per scoprire che il posto non è libero. Viene quindi mandato alla filiale che l’istituto aveva aperto a Pola, in Istria, da dove però nel marzo 1905 tutti gli stranieri vengono espulsi per ragioni di controspionaggio. Tornato a Trieste, la Berlitz lo assume e inizia uno dei periodi più fecondi per la sua produzione letteraria.

Durante il suo soggiorno triestino Joyce completa la raccolta di racconti Gente di Dublino, pubblica una seconda stesura della raccolta di poesie Musica da camera, scrive il poema in prosa autobiografico Giacomo Joyce e inizia, oltre al dramma Esuli, il lavoro che gli darà fama internazionale: l’Ulisse.

Importantissima è la sua amicizia con Ettore Schmitz, alias Italo Svevo, “scrittore negletto” secondo le stesse parole di Joyce, che lo conosce nel I 907 quando Svevo deve imparare l’inglese per gestire la fabbrica di Londra della ditta di vernici Veneziani. Svevo è considerato uno dei modelli di Leopold Bloom, soprattutto negli aspetti più propriamente ebraici.

Durante la prima guerra mondiale Joyce si trasferisce a Zurigo dove finisce Esuli e continua il lavoro sull’Ulisse. Torna a Trieste nel 1919 ma, deluso dal nuovo clima della città passata all’amministrazione italiana, ci resta meno di nove mesi per poi partire per Parigi dove rimarrà per i successivi vent’anni.

Nel 1922 comincia Work in progress che rinominerà Finnegans Wake, lavoro che occuperà sedici anni della sua vita.

James Joyce è sepolto a Zurigo, dove morì nel 1941 dopo essere fuggito da Parigi nell’imminenza dell’arrivo delle truppe naziste.

 

Vedi Italo Svevo: Itinerari triestini / Italo Svevo: Triestine Itineraries a cura di Renzo S. Crivelli e Cristina Benussi; introduzione di Claudio Magris, MGS Press, Trieste 2006

 

1

CASA NATALE DI ARON HECTOR SCHMITZ ALIAS ITALO SVEVO
Via dell’Acquedotto, 16 (oggi viale XX Settembre, 16)
Vi nacque Hector Aron Schmitz il 19 dicembre 1861 da Allegra Moravia e Francesco. In questa casa rimane fino al 1881. Le strade adiacenti alla contrada sono il palcoscenico sul quale si muovono molti personaggi delle sue creazioni letterarie.
Una sera, al principio di gennaio, il Balli, con un infinito malumore, camminava soletto lungo l’Acquedotto
- Senilità, 1898 -

2

SCUOLA ELEMENTARE
Via della Legna, 5 (oggi via Gallina, 5)
Ettore Schmitz frequenta le elementari alla scuola privata maschile diretta da Sabbato Raffaele Melli, che allora era il vice-rabbino di Trieste. La scuola era situata nella stessa abitazione del Melli, in via della Legna, ora Gallina che porta da piazza San Giovanni a piazza Goldoni, già della Legna, così chiamata per lo svolgersi del mercato della legna da ardere proveniente dall’Istria.
A 11 anni passa quindi alla scuola privata ebraica di Emanuele Edeles e dal 1874 al 1878 al Brussel’sche Institut di Segnitz in Baviera.

3

SCUOLA SUPERIORE DI COMMERCIO “PASQUALE REVOLTELLA”
Via Carducci, 12
Fra il 1878 e il 1880 frequenta la scuola superiore di Commercio Revoltella, istituto tecnico commerciale fondato dal barone Pasquale Revoltella. Ettore tornerà da insegnante alla scuola. L’istituto costituì il primo nucleo dell’Università di Trieste come facoltà di Economia e Commercio.

4

FILIALE N. 12 DELLA BANCA UNION
Galleria Tergesteo, scala 1 (oggi via Einaudi, 1)
Il 27 settembre 1880 interrompe gli studi a causa di problemi economici della famiglia e inizia a lavorare presso la sede triestina della Banca Union di Vienna come impiegato alla corrispondenza estera. In questi anni Svevo scrive Una Vita, il suo primo romanzo, nel quale il protagonista Alfonso Nitti è un impiegato di banca.
Lascerà la banca nel 1898, dopo il matrimonio, per andare a lavorare alla fabbrica Veneziani. La galleria si trova vicino al palazzo della Borsa ed era luogo d’incontro degli uomini d’affari triestini. Proprio al Tergesteo nella Coscienza di Zeno il protagonista conoscerà Giovanni Malfenti, suo futuro suocero.
Ero venuto al Tergesteo per consiglio dell’Olivi che mi diceva sarebbe stato un buon esordio alla mia attività commerciale frequentare la Borsa.
-La coscienza di Zeno, 1923 –

5

BIBLIOTECA CIVICA ATTILIO HORTIS
Piazza Lipsia (oggi piazza Attilio Hortis)
Il palazzo edificato tra fine ’700 e inizio ’800, divenuto proprietà Biserini nel 1804, passato al Comune che nel 1817 vi sistemò l’Imperial Regia Accademia di Commercio e Nautica, fu ristrutturato da Pietro Nobile. La Biblioteca Civica vi si insediò nel 1820.
Nel 1873 fu nominato suo direttore Attilio Hortis studioso e politico a cui nel 1950 vennero intitolate la biblioteca e la piazza antistante. Ettore Schmitz e Alfonso Nitti vi si recavano dopo il lavoro alla banca.
Scoperse la biblioteca civica e quei secoli di cultura messi a sua disposizione, gli permisero di risparmiare il suo magro borsellino. Con le sue ore fisse, la biblioteca lo legava, apportava nei suoi studii la regolarità ch’egli desiderava.
In biblioteca fece poche conoscenze. Entrava nella lunga sala di lettura tutta occupata da tavoli disposti parallelamente, occupava un posto qualunque e per qualche tempo con la testa fra le mani era tanto assorto nella lettura da non vedere neppure chi accanto a lui sedesse.
- Una Vita, 1892 -

6

STATUA
Piazza Hortis
Opera dello scultore Nino Spagnoli, la statua bronzea collocata nella piazza nel 2004, rappresenta lo scrittore che si reca alla Biblioteca Civica.

7

ABITAZIONE DELLA GIOVINEZZA
Via Battisti, I2 (Corsia Stadion, 12)
Negli anni in cui Ettore lavora alla banca Union, risulta che la famiglia Schmitz abitasse in Corsia Stadion, dove si era trasferita da via dell’Acquedotto, sua parallela.
Ebbi la ventura di trovare in Corsia Stadion un portone ancora aperto e illuminato in cui mi rifugiai proprio a tempo! Subito dopo il nembo s’abbatté sulla via. Lo scroscio di pioggia fu interrotto da una ventata furiosa che parve portasse con sé anche il tuono tutt’ad un tratto vicinissimo. Trasalii! Sarebbe stato un vero compromettermi se fossi stato ammazzato dal fulmine, a quell’ora, in Corsia Stadion! Meno male ch’ero noto anche a mia moglie come un uomo dai gusti bizzarri che poteva correre fin là di notte e allora c’è sempre la scusa a tutto.
- La coscienza di Zeno, 1923 -

8

PORTICI DI CHIOZZA
I portici di Chiazza, dal nome dell’architetto che li progettò, all’epoca di Svevo erano a due arcate (ne sopravvisse una sola nella successiva ristrutturazione del palazzo). Svevo vi si recava per frequentare l’omonimo caffè, luogo d’incontro di artisti e intellettuali e in particolare per vedersi con l’amico pittore Umberto Veruda (ispiratore del personaggio di Stefano Balli in Senilità). Veruda, assieme ai colleghi pittori Carlo Wostry e Isidoro Grünhut, aveva lo studio proprio accanto al caffè, al numero 20 di via Carducci. Accomunati dalla passione per l’Impressionismo tedesco, questi tre artisti diedero vita a una delle migliori stagioni dell’arte pittorica triestina della fine del XIX secolo, furono inoltre tra i più fervidi promotori del Circolo Artistico Triestino a partire dal 1884.
Una sera egli doveva trovarsi con lei alle venti precise, ma mezz’ora prima, il Balli mandò ad avvisarlo che lo attendeva al Chiozza, giusto a quell’ora, per fargli delle comunicazioni importantissime.
- Senilità, 1898 -

9

TEATRO VERDI
Piazza Verdi, 1
Svevo e la moglie Livia Veneziani frequentavano abitualmente il teatro lirico cittadino benché Svevo fosse maggiormente interessato alla prosa, i cui spettacoli si tenevano prevalentemente in altre sale: quelle del Teatro Filodrammatico e del Politeama Rossetti.
Per quella sera non trovò il Balli. Sul tardi venne fermato dal Sornioni il quale ritornava dal teatro. Dopo il saluto, subito, costui raccontò di aver vista a teatro, in prima galleria,Angiolina colla madre; bellissima davvero con una vita di seta gialla e un cappellino di cui non si vedevano che due o tre grandi rose nell’oro dei capelli.

10

CAFFÈ FABRIS
Via Caserma, 9 (oggi piazza Dalmazia, 4)
Nell’Ottocento le colline di Romagna e Scorcola segnavano i limiti della città e nel verde di quelle alture alcune ricche famiglie avevano costruito le loro ville. Il Caffè Fabris era luogo di appuntamenti ed era collocato nel punto di confluenza tra via di Romagna e via Fabio Severo. Gli ampi locali del caffè ospitavano intellettuali e uomini d’affari che giocavano a biliardo, scrivevano in tranquillità o leggevano i giornali e le riviste sempre presenti sui tavolini. Anche Svevo frequenta il caffè e lo ricorda in Senilità.
Era probabile che Angiolina rincasasse dalla parte di via Romagna [...] gli parve di veder passare dinanzi al caffè Fabris Angiolina accompagnata da Giulia e da un uomo che doveva essere l’ombrellaio.
- Senilità, 1898 -

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BERLITZ SCHOOL
Via San Nicolò, 32
Nel 1907, per seguire gli affari della ditta di vernici che ha aperto una filiale a Londra, Svevo ha bisogno di approfondire la conoscenza della lingua inglese e il giovane irlandese James Joyce, insegnante alla Berlitz School, si reca tre volte alla settimana a villa Veneziani per offrire delle lezioni cui spesso assistevano anche la moglie Livia e la figlia Letizia. Tra i due scrittori nasce un rapporto di reciproca stima ed è grazie all’intervento di Joyce, che nel dopoguerra si trasferisce a Parigi, che la Coscienza di Zeno ottiene l’attenzione della critica francese e quindi di quella italiana.

12

GIARDINO PUBBLICO DETOMMASINI
Angolo via Battisti – via Giulia
Il busto bronzeo di Italo Svevo, opera dello scultore Giovanni Mayer, viene scoperto nel giardino pubblico al cospetto dei familiari e delle autorità cittadine il 26 aprile 1931. L’8 settembre del 1939, il busto viene abbattuto e lordato e i giornali fascisti ne danno notizia con soddisfazione. Sul milanese “Il Popolo d’Italia” del giorno successivo si legge: “Un busto inutile eliminato” e “La Tribuna” di Roma incalza: “Questa notte è stato deposto dal piedistallo il busto in bronzo di Italo Svevo, scrittore noto soltanto perché ebreo”. Fra gli altri numerosi busti di artisti e personalità triestine che si incontrano nel giardino ci sono anche quelli di Livia Veneziani e di James Joyce.
Ero appena uscito dal Giardino Pubblico che m’imbattei proprio faccia a faccia in mia suocera. Dapprima ebbi un dubbio curioso: di mattina, così di buon’ora, da quelle parti tanto lontane dalle nostre? Forse anche lei tradiva il marito ammalato.
- La coscienza di Zeno, 1923 -
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Grignano

Grignano

Grignano è una località balneare con un piccolo porto situata nei pressi di Trieste in una piccola baia circondata dal verde. La spiaggia è suddivisa in due stabilimenti balneari, comunemente chiamati Grignano uno (Bagno Sirena) e Grignano due (Stabilimento Riviera).

Il Bagno Sirena, raggiungibile con i mezzi pubblici da Trieste (linea 6), si trova sulla Riva Massimiliano e Carlotta, sulla destra del porticciolo e adiacente a un ampio parcheggio. Lo stabilimento, il cui ingresso è a pagamento, è accessibile ai disabili e offre due piscine (una dedicata ai bambini piccoli), un bar-grill, spogliatoi, cabine spiaggia prenotabili e una zona giochi per bambini e ragazzi. È molto frequentato dalle famiglie e dai giovanissimi.

Lo Stabilimento Riviera è raggiungibile sia dal porticciolo di Grignano, percorrendo a piedi il sentiero che aggira il Bagno Sirena, sia dalla Strada Costiera, entrando nel parcheggio dell’hotel Riviera e ristorante Le Terrazze e scendendo o a piedi per un sentiero immerso nel bosco o con un ascensore che conduce direttamente alla spiaggia. L’ingresso è a pagamento; a disposizione degli ospiti ci sono spogliatoi, cabine e il bar. La clientela di questo bagno è molto varia, ma tutta amante della pace. L’accesso al mare è sicuro e protetto, e l’ombra e la frescura è assicurata dai pini marittimi.

 

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