Cappella_Manin_Udine

Cappella Manin

La Cappella Manin si trova presso villa Torriani (già Manin) in largo Torriani a Udine. Fu costruita nel 1735, probabilmente su progetto dell’architetto Domenico Rossi, per volere del conte Ludovico Manin.

L’edificio è un piccolo gioiello barocco: la maestosa facciata introduce all’interno di forma esagonale, dove sopra l’altare troneggia la magnifica Madonna col Bambino di Giuseppe Torretti, maestro del Canova; suoi pure i bellissimi altorilievi sulle pareti laterali con episodi della vita della Vergine.

Il pavimento di marmi policromi sale come un tappeto sui gradini dell’altare maggiore e sulle paraste.

 
 
 
 
 
 

Informazioni


Cappella Manin

Udine – Largo Torriani

Tel. +39 0432 502872 – 501824; fax +39 0432 501681

 

Orari di visita: solo su prenotazione da lunedì a venerdì; sabato e domenica chiuso; ingresso gratuito

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ALTRO IN ZONA
Gradisca

Gradisca d’Isonzo

Gradisca – il nome, derivato dalla parola di origine slava “gradisce”, significa appunto luogo fortificato – fu eretta dalla Repubblica della Serenissima come baluardo contro l’Oriente turco e progettata come un borgo fortificato in forma di poligono, entro una poderosa cinta di mura turrite, dove le vie, perfettamente disegnate, ritagliano una geometria urbana compatta.

Del più antico periodo veneziano restano la Casa dei Provveditori veneti, ora sede dell’Enoteca Regionale, e il Palazzo Coassini del tardo Quattrocento.

Nel 1511 Gradisca divenne parte dei domini ereditari degli Asburgo con Massimiliano I. La fortezza resistette per due anni agli assedi dei Veneziani nelle cosiddette Guerre gradiscane del 1615 e, quindi, fra la seconda metà del Seicento e il primo quarto del secolo successivo fu amministrata dai Principi di Eggenberg, prima di essere riunita alla Contea di Gorizia.

In questa fase Gradisca conosce un notevole sviluppo economico, demografico ed urbanistico: da cittadella fortificata, diviene progressivamente un signorile borgo residenziale; a quest’epoca risalgono, infatti, i palazzi nobiliari del centro storico: Palazzo Strassoldo, Casa de´ Portis, Casa de´ Salamanca, Casa Wassermann, nonchè Palazzo de´ Comelli-Stuckenfeld, cui si aggiunsero Casa de´ Brumatti, Casa Spangher e Casa Ciotti, di ispirazione tardomanierista e veneziana barocca.

Alla fine del Seicento risalgono due edifici pubblici: la Loggia dei mercanti e il Palazzo del Monte di Pietà, con la nicchia coperta da un baldacchino che accoglie una Pietà barocca. All’inizio del Settecento fu edificato Palazzo Torriani, splendida villa suburbana d´ispirazione palladiana, ora sede del Municipio, della Galleria di Arte Contemporanea Spazzapan e del Civico Museo di storia documentaria della città, dove sono, tra l’altro, conservati i lacerti di affresco provenienti dal Duomo, come la Gloria di angeli, attribuita a Giulio Quaglio.

Nel 1863, abbattendo parte delle mura, fu realizzato il parco detto “Spianata”, coronato dalla prospettiva dei caffè di tradizione asburgica. Sei sono i torrioni che si incontrano lungo il percorso delle mura della fortezza – per la cui edificazione fu interpellato nel 1500 dal Senato veneto anche Leonardo da Vinci – intervallate dalla Porta Nuova e dalla Porta del Soccorso, che racchiudono il Castello e il Palazzo del Capitano.

Ogni anno a novembre si tiene il Chocofest, manifestazione dedicata a cioccolato, tè, caffè e spezie.

Il territorio circostante è, inoltre, rinomato per la produzione di vini come Cabernet, Merlot, Refosco e Pinot.

 

Informazioni


Informazioni:

Comune di Gradisca d’Isonzo, Via M. Ciotti 49 – www.comune.gradisca-d-isonzo.go.it – Tel.: +39 0481 967911; Fax: +39 0481 960622; e-mail: comune.gradiscadisonzo@certgov.fvg.it
Pro Loco Gradisca, Via Ciotti 49 – www.prolocogradisca.it – Tel.: +39 0481 960624; Fax: +39 0481 954896; e-mail: info@prolocogradisca.it

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ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI GORIZIA

Parco_Villa_Rizzani_Pagnacco

Parco Villa Rizzani

Il complesso di Villa Rizzani, edificato tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, sorge su un’altura dominante l’abitato di Pagnacco.

Il parco all’inglese si compone di un’ampia area prativa centrale circondata da boschetti di conifere e latifoglie, attraversati da vialetti ad anello. Vicino al palazzo dominicale si affaccia il belvedere con le scalinate, in origine incorniciato da parterre di bosso.

Nella seconda metà del Novecento Villa Rizzani passò alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia che adibì i fabbricati ad uso del Dipartimento di Scienze agrarie ed ambientali dell’Università degli Studi di Udine.

La cura del parco, da anni aperto al pubblico utilizzo, è affidata al Servizio regionale per la gestione forestale.
 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Via dei Rizzani, Pagnacco

Superficie totale: 3,10 ha

Impianto planimetrico: all’inglese con schema asimmetrico

Condizione giuridica: proprietà pubblica, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia

Peculiarità scenografiche e compositive: gradinate, pozzi, viali

Specie botaniche di rilievo: abete rosso, bosso, carpino, cedro del Libano, cedro dell’Atlante, cedro dell’Himalaya, cipresso, faggio rosso, farnia, ippocastano, leccio, magnolia di Soulange, pino silvestre, quercia rossa, tasso, thuja occidentale, thuja orientale, sophora

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Lago_Ca_Selva

Lago di Ca’ Selva

Il lago di Ca’ Selva – un bacino artificiale creato dallo sbarramento sul torrente Silisia, situato tra Frisanco e Tramonti di Sopra – si trova all’interno del Parco naturale delle Dolomiti friulane.

La diga, insieme a quella che ha originato il lago di Cà Zul, poco distante, fa parte dell’impianto della Val Meduna. Il coronamento della diga, di grande impatto scenografico, è accessibile.

 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 

Informazioni


Dove: Chievolis, Tramonti di Sopra

Superficie: 1,2 km²

Come arrivare: percorrendo la SS552 sino alla diga di Tramonti, si transita sul suo coronamento e si prosegue per Chievolis, salendo di quota si arriva al piccolo borgo di Ca’ Selva e immediatamente si incontra la diga

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Borgo_Novacco

Borgo Novacco

Il borgo rurale, immerso nella campagna e circondato da rogge e polle, è nato attorno all’antico mulino e alla quattrocentesca Casa Murer, dove abitava il mugnaio. La casa tardomedievale è caratterizzata da un portico rustico ad archi e muro scarpato, incorniciato dai mattoni “a dente di sega” sotto la linea di gronda. Il mulino in pietra sorge presso la roggia Barisada che lo alimenta ed è ricordato fin dal XII secolo. Due colonne romane erano state poste a sorreggere il vecchio porticato. Era il più grande opificio della zona e vi si lavoravano anche il lino e la canapa. Qui abitò il pittore Arturo Colavini (1862-1938) che lasciò diverse vedute del borgo natio e del mulino.

Oggi il mulino conserva ancora la macina in pietra e gli strumenti della pilatura e, dopo il restauro, è stato gestito dalla cooperativa sociale La Cisile che produce prodotti biologici e lo utilizza come fattoria didattica.

A Sud del borgo, nelle vicinanze di Perteole, sorge l’antico mulino Tininin situato sulla roggia Brischis; sulla roggia Lavador, ci sono il mulino Sardon (Braidis) e il mulino Miceu, citato nel 1300 come Mulino del Volto. Nei pressi sono state ritrovate tracce di un abitato romano, documentate da embrici, tegoloni con bolli di fabbrica e tessere musive. Anche nelle vicinanze del ponte sulla roggia Barisada, che nasce presso Joannis per gettarsi poi nel fiume Aussa, sono apparsi i resti di un ponte antico.

 

Informazioni


Dove: Località Novacco, Aiello del Friuli, provincia di Udine

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Parco del Castello di Duino

Il Castello di Duino è arroccato su un alto promontorio che, per il carattere scosceso del terreno, consentì di realizzare solo un piccolo giardino a piccole terrazze. La disposizione attuale risale alla fase ricostruttiva del XIX secolo, quando l’ultima erede dei Thurn-Hofer und Valassina, Theresa, volle abbellire il complesso con un giardino in stile mediterraneo secondo i crismi dell’eclettismo.

Nel 1875 la figlia Maria portò in dote il castello al principe Alexander von Thurn und Taxis, lontano discendente del ramo boemo della famiglia. Il Castello è tuttora di proprietà dei Della Torre e Tasso, che furono creati duchi di Duino da Vittorio Emanuele III di Savoia.

Attraversando il parco lungo i suoi romantici viali, costellati di statue e reperti archeologici, percorrendo le terrazze e gli spalti aperti sul mare si possono ammirare distese multicolori di fiori di ogni specie.

Al poeta Rainer Maria Rilke, che qui fu ospite, è intitolato il sentiero panoramico che percorre il costone roccioso tra Duino e la baia di Sistiana, affacciandosi sulla Riserva naturale delle Falesie.

Nel 2006 è stato riaperto al pubblico il bunker costruito durante la seconda guerra mondiale dalla Kriegsmarine tedesca, scavato nella roccia a picco sul mare, che è stato trasformato in un piccolo museo con cimeli d’epoca esposti nella sala di ben 400 metri quadrati situata a 18 metri di profondità.

 

Informazioni


Indirizzo: Duino Aurisina

Impianto planimetrico: informale

Condizione giuridica: proprietà privata

Specie botaniche di rilievo: leccio, tasso, ulivo, cipresso

Orari di apertura: in inverno nei weekend 9.30-16.00; da aprile a metà settembre 9.30-17.30; chiuso il martedì

Ingresso: intero 8 €; ridotto 3,50 €

Tel.: +39 040 208120 Fax: +39 040 208022

E-mail: visite@castellodiduino.it

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Villa Correr Dolfin

La villa veneta edificata dai Correr tra la fine del XVII e l’inizio del XVIII secolo sorge al limitare dell’abitato di Rorai Piccolo. I patrizi veneziani la cedettero poi ai Dolfin in seguito al matrimonio di Caterina Correr con il conte Carlo Dolfin nel 1848.

Nel 1640 i Correr acquistarono i diritti sul Brentella e lo trasformarono in canale per il trasporto della legna. Attraverso imponenti opere di derivazione delle acque le terre incolte furono sostituite da ricche macchie boschive e vi furono creati nuovi poderi. La villa è circondata da un vasto parco secolare in cui sgorgano delle polle sorgive che alimentano la peschiera, mentre il cortile d’onore è circondato da un muro di cinta in ciottoli e chiuso da un cancello di ferro battuto affiancato da massicce colonne quadrate a grosse bugne sormontate da sfere e coppe baccellate. Quest’ultimo è arricchito dalla presenza di numerose sculture di fattura vicentina, tra cui si riconoscono un guerriero con lo scudo dei Correr, Ercole e numerose divinità agresti e pagane.

L’ingresso è reso prezioso da una scalea sulla cui balaustra poggiano quattro statue. La lunetta del portale è chiusa da una grata in ferro battuto. Da qui si accede al grande salone dal quale si sale al piano superiore tramite l’imponente scalone con un portale centinato che reca un mascherone nella chiave dell’arco. Nelle sale coperte da soffitti alla sansovina troneggiano grandi camini in marmo rosato. Gli affreschi ricoprono interamente le pareti in un fastoso stile tardo-barocco influenzato dalle visioni prospettiche dei Bibiena: grandi festoni, solenni colonnati, drappi e ghirlande che inquadrano limpidi paesaggi, giardini e rovine. Una delle stanze è decorata da due finti sipari, strumenti musicali e libri aperti.

La barchessa, con un sobrio colonnato dorico e i caratteristici camini a forma di campana rovesciata, culmina a Sud con l’elegante e ricco prospetto della cappella gentilizia. Al suo interno spicca un altare settecentesco in marmi policromi sovrastato da due belle statue lignee che sono state attribuite ad Andrea Brustolon.

 

Informazioni


Indirizzo: Via Correr, Rorai Piccolo, Porcia

Informazioni: www.comune.porcia.pn.it - Comune di Porcia, Via De’ Pellegrini 4 – tel.: +39 0434 596911; fax: +39 0434 921610; e-mail: comune.porcia@certgov.fvg.it

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