Pesariis

Il borgo di Pesariis

Pesariis è un piccolo borgo in frazione di Prato Carnico, in Val Pesarina, sulla via che collega la Carnia con il Cadore, conosciuto come il Paese degli orologi. Si ritiene infatti che il toponimo “in villa de Pesargis” derivi dalla pesa della dogana cui erano soggette le mercanzie che transitavano per il vicino valico di Lavardet. Le prime case del borgo in legno e paglia sorsero sotto la chiesa, vicino al fiume, e da lì, addossandosi le une sulle altre, alternandosi alle stradine selciate e ai fienili, si svilupparono lungo la via Maggiore, in direzione del Cadore.

Più tardi sorsero le più ricche case carniche ad archi e volti, coperte da ripidi tetti spioventi di tegole d’argilla, decorate dai portali in pietra, da intagli lignei e pitture murali. Tipici spazi urbani sono la Piazza Ustin, il Borgo Chiacut e il Borgo Vischia, mentre tra gli edifici si possono scoprire la Casa Sot Napa, la Casa dell’Orologio, la Pesa e la Casa Bruseschi.

Pesariis è conosciuto per la produzione dei “bronzini” (le pentole in bronzo fornite di gambe che le tenevano sospese sulla brace del focolare), ma soprattutto, a partire dal XVII secolo, divenne famosa per gli orologi a pendolo che ricordano quelli della Foresta Nera.

A Pesariis nel 1725 la famiglia Solari avviò una fiorente produzione di orologi da torre che divenne un’industria di fama internazionale.

Passeggiando nel borgo si possono ammirare i 24 orologi monumentali del centro cittadino che rappresentano l’evoluzione dell’industria locale: il calendario perpetuo, l’orologio con carillon, la meridiana di casa Cappelli Solari, l’Antica casa dell’orologio con affreschi, l’orologio fontana ispirato agli orologi ad acqua del XVI secolo, l’orologio dei pianeti, quello a scacchiera e altri ancora. La Mostra dell’Orologeria pesarina raccoglie le testimonianze della secolare tradizione artigiana degli orologi a Pesariis.

 

Informazioni


Dove: Prato Carnico, provincia di Udine

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pordenone

Provincia di Pordenone

Pordenone è la provincia più occidentale e la più giovane (istituita nel 1968) del Friuli Venezia Giulia, racchiusa tra le Prealpi Carniche e l’ampia pianura delimitata dai fiumi Tagliamento e Livenza.

Le montagne, di natura dolomitica, sono caratterizzate da gole impenetrabili, valli strette e profonde; ospitano località turistiche di forte richiamo come il comprensorio di Piancavallo. La zona pedemontana è invece caratterizzata dai magredi, impressionanti distese di ghiaia e ciottoli immutate da secoli, che circondano paesini come Cordenons, San Quirino, Vivaro e Zoppola.

Fra colline e pianure si possono ammirare fenomeni carsici spettacolari come le sorgenti del fiume Gorgazzo, le pittoresche sorgenti del fiume Livenza e numerosissime grotte e cavità naturali.

Sono state istituite diverse aree protette, fra cui il Parco Regionale delle Dolomiti Friulane, il Parco Naturalistico di San Floriano e il Parco Fluviale del Noncello che attraversa la città di Pordenone.

Oltre alla natura, la bellezza dei luoghi è racchiusa pure nei borghi e nei tesori d’arte della cultura friulana, che ha fatto tesoro delle influenze venete e austriache. Le testimonianze storiche vanno dal sito preistorico di Palù della Santissima alla città capoluogo, dal borgo di Sacile al castello di Spilimbergo.

La cucina tipica della provincia pordenonese, nata dall’incontro fra pianura e montagna, è di origine rurale: minestre, zuppe di verdure e risotti, gnocchi e la minestra di pane raffermo chiamata panada.

Molti sono i prodotti tipici, tra cui la pitina, un insaccato di carni miste affumicate, e i formaggi locali, come il Montasio, e quelli di malga, come l’asin, dalla pasta morbida e cremosa. Fra le molte ottime carni che vengono servite come secondo, soprattutto cacciagione, da segnalare è il muset, cotechino da accompagnare con la brovada (rape macerate nell’aceto). Da non dimenticare la frittata con il salame, il frico (formaggio fritto) e la pastissada (polenta pasticciata). Tra i dolci ricordiamo i biscotti fatti con farina di mais, la pinza e il dolce di Spilimbergo.

Di qualità anche la produzione di vini: sia bianchi, tra cui il Friulano, il Pinot, il Verduzzo, sia rossi, come il Cabernet e il Refosco.

 

 

 

CULTURA
BORGHI TIPICI CASTELLI EVENTI
    MONUMENTI E SITI STORICI MONUMENTI RELIGIOSI MOSTRE
      MUSEI SITI ARCHEOLOGICI VILLE E PALAZZI
        NATURA
        CASCATE ESCURSIONI FIUMI
        GIARDINI E PARCHI GROTTE LAGHI E LAGUNE
        MONTAGNA PARCHI E RISERVE SPIAGGE
            ENOGASTRONOMIA
            RISTORANTI AGRITURISMO PIZZERIE
                  CANTINE PRODUTTORI
                      OSPITALITÀ
                      HOTEL BED & BREAKFAST AGRITURISMO
                            CAMPEGGI AFFITTACAMERE APPARTAMENTI PER VACANZE
                                  SPORT
                                  TREKKING E PASSEGGIATE MOUNTAIN BIKE CAVALLO
                                      SPORT ACQUATICI SPORT INVERNALI SPORT MONTAGNA
                                          Sutrio

                                          Sutrio

                                          Sutrio sorge nella valle del Bût a pochi chilometri dall’Austria. Oltre al capoluogo, il comune conta le frazioni di Nojaris, Priola e la località Zoncolan. Questo suggestivo paese di montagna, adagiato in una splendida vallata delle dolomiti carniche, è un antico borgo di alta tradizione di artigianato del legno.

                                          Sul colle di Ognissanti si trova l’omonima Pieve, edificata all’inizio dell’Ottocento dall’architetto Francesco Schiavi di Tolmezzo. Tra le strette vie lastricate del borgo si ammirano le antiche case del tipo carnico con loggiati, portoni e balconate in pietra e legno. Le case dei Cramârs, i venditori ambulanti che valicavano le Alpi esportando e importando spezie e mercanzie, si distinguono grazie all’incisione della Croce di Mercurio sui portali.

                                          Ovunque sono visibili le statue di legno dei maestri falegnami, i “marangones”, esperti nell’intaglio e nella scultura del legno, che si possono veder lavorare nelle botteghe, mentre realizzano mobili intagliati con i decori tradizionali, oggetti in legno per la casa, statue e bassorilievi.

                                          La prima domenica di settembre la manifestazione “Magia del legno” è dedicata all’artigianato locale. Durante il periodo natalizio si svolge la rassegna “Borghi e Presepi”, dove sono visibili numerosi presepi allestiti nei cortili e sotto i loggiati delle più antiche case del paese come il Presepe di Teno, frutto di un lavoro trentennale.

                                          Nei pressi di Sutrio sono da ricordare il comprensorio sciistico dello Zoncolan e le terme di Arta.

                                           

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                                          Palazzo municipale di Cervignano

                                          Il Palazzo municipale di Cervignano, che si trova in piazza Unità, fu inaugurato nel 1927, quando il regime fascista ripristinò la figura del podestà. In effetti il progetto dell’architetto goriziano Silvano Baresi ne fa un tipico palazzo del podestà, con tutte le caratteristiche ad esso connesse: la loggia, gli archi, il poggiolo della sala consiliare e la classica torre campanaria, simbolo del palazzo comunale.
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           

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                                          SentRikle

                                          Sentiero Rilke

                                          Il sentiero Rilke è una passeggiata panoramica che collega Sistiana a Duino costeggiando la Riserva Naturale delle Falesie di Duino.

                                          Il sentiero è intitolato al poeta Rainer Maria Rilke che visse ospite nel castello di Duino. Rilke amò tanto questi luoghi e vi trovò ispirazione per le sue Elegie duinesi: “Essere qui è splendido”.

                                          Il sentiero Rilke offe la possibilità di osservare da vicino il fenomeno del carsismo e lungo l’itinerario sono state allestite postazioni panoramiche sfruttando i bunker e appostamenti militari realizzati durante la Prima e Seconda Guerra Mondiale.

                                          Potrete ammirare baia di Sistiana e tutto il golfo di Trieste.

                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           

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                                          Parco_Coronini_Cronberg_Gorizia1

                                          Parco Coronini Cronberg

                                          Il parco si sviluppa lungo la riva destra del torrente Corno, addossato all’agglomerato urbano di Borgo Piazzutta. Assieme alla vicina area verde della Valletta del Corno costituisce una cesura tra l’antico nucleo cittadino settecentesco e l’area di espansione urbana otto-novecentesca. Il parco si espande in macchie irrregolari che alternano radure prative a folti gruppi arborei.

                                          La costruzione della villa venne iniziata nel 1593 da Carlo Zengraf, segretario della Camera arciducale di Graz, assunto da poco nel novero dei patrizi goriziani con l’autorità giurisdizionale del Borgo Piazzutta, nella zona denominata Grafenberg, ovvero Monte dei conti.

                                          All’inizio del XVII secolo la proprietà passò agli Strassoldo che intorno alla metà del secolo eressero la cappella dedicata a Sant’Anna, collegata alla villa da una loggia a due ordini d’arcate.

                                          Nel 1820 il conte Michele Coronini acquistò l’intera proprietà, che divenne ben presto frequente meta di soggiorno per l’aristocrazia internazionale (tra gli altri Carlo X di Francia e, nel 1853, l’arciduca Ludwig Viktor d’Asburgo).

                                          Nel 1870 il conte Alfredo Coronini iniziò la trasformazione in parco dei suoi terreni, sulla scia di un ambizioso programma di riqualificazione urbana che mirava a fare di Gorizia una “città giardino”. Il vecchio giardino fu ampliato, il muro di cinta a sud venne incorporato in un’altura artificiale ornata da piante, nicchie, statue e una montagnola-belvedere; il lato sud-est divenne invece una terrazza panoramica. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, il parco si arricchì di elementi scultorei provenienti dalle altre proprietà dei Coronini, come le settecentesche Statue allegoriche di Orazio Marinari o il ritratto di Giovanni Battista Coronini scolpito da Marco Chiereghin.

                                          Il pendio verso la Valletta del Corno fu scelto per la creazione del ‘giardino delle rocce’. Successivamente, nell’area nord-ovest del parco, fu innalzata una collina artificiale – che richiese ben seimila carri di terra e pietre dalle pendici del Carso goriziano – per nascondere un serbatoio idrico, sulla sommità della quale fu collocato un tempietto monoptero sul modello della ‘montagna a chiocciola’. Dalla cisterna sottostante il tempietto un fitto reticolo di tubazioni raggiungeva ogni parte del giardino al fine di irrigare il parco, ma anche di creare suggestivi giochi d’acqua.

                                          Da boschetti di sempreverdi emergono inattese scalinate, terrazze, pergolati, fontane e specchi d’acqua, sapientemente collocati per offrire una successione di scorci scenografici. Fra le essenze botaniche sono presenti una centenaria quercia da sughero, nespoli del Giappone e bamboo.

                                          Durante il periodo dell’occupazione militare tedesca, la villa fu sottoposta ad alcuni lavori: sul piccolo terrazzamento antistante la facciata sud-est, fu realizzato uno spazio privato articolato attorno a una vasca, ornata da strutture d’arredo e rampicanti; il lato del parco lungo viale XX Settembre fu recintato e all’ingresso del vialone fu collocato uno dei quattro portali proveniente da Villa Attems a Piedimonte.

                                          Nel 1954 fu collocata nel parco un’Ecate triformis, reperto del II secolo d.C. già presente nel giardino del castello di Moncorona, ora Kromberk (Slovenia).

                                          Nel 1991 morì l’ultimo proprietario, il conte Guglielmo Coronini Cronberg, che lasciò la villa e il parco, assieme all’intero patrimonio artistico in essi contenuto, alla città di Gorizia costituendo la Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus.

                                           

                                          Informazioni


                                          Indirizzo: Viale XX Settembre 14, Gorizia

                                          Superficie totale: 4,50 ha

                                          Impianto planimetrico: all’inglese con schema a percorsi curvilinei e forma irregolare

                                          Peculiarità scenografiche e compositive: fontana, giardinodi rocce, gradinata, tempietto,pergolato, statue, terrazza conpiscina, terrazzamento belvedere,vialetti

                                          Specie botaniche di rilievo: camelia, cedro del Libano,cedro dell’Atlante, corniolo sanguinello,ginkgo biloba, glicine,leccio, melograno, mirto, pinod’Aleppo, pittosporo, sughera,vinca, yucca

                                          Condizione giuridica: proprietà privata, Fondazione Palazzo Coronini Cronberg

                                          onlus

                                          Orari di apertura: dalle ore 7.00 alle ore 21.00 (ingresso libero)

                                          Visite: si effettuano visite guidate a pagamento per gruppi

                                          Tel.: +39 0481 533485

                                          Fax: +39 0481 547222

                                          Informazioni:

                                          www.coronini.it

                                          info@coronini.it

                                          prenotazioni@coronini.it

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                                          Mostra Permanente Speleologia e Carsismo

                                          L’area del massiccio del Canin è una delle mete internazionali più ambite da speleologi e ricercatori per le peculiarità dei fenomeni carsici e le oltre mille cavità presenti.

                                          Il Centro visite di Sella Nevea ospita reperti lapidei e concrezionali, plastici della morfologia sotterranea del Canin oltre a materiali ed attrezzature utilizzate nell’attività speleologica.
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           
                                           

                                          Informazioni

                                          Indirizzo: Centro Polifunzionale di Sella Nevea, Chiusaforte

                                          Servizi: visite guidate, bookshop, punto informativo per escursioni speleologiche; accessibile ai disabili

                                          Informazioni: www.parcoprealpigiulie.it; E-mail: info@parcoprealpigiulie.it

                                          Orari di apertura: apertura nel periodo estivo e festività; apertura anche su prenotazione

                                          Ingresso: gratuito

                                          Tel.: 0433 54060

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