Castello_Albana_Prepotto

Castello di Albana

Il castello, posto a difesa della valle dello Judrio, risale al XII secolo, feudo dei d’Albana e successivamente dei Traburgo, nobili carinziani ministeriali del conte di Gorizia e, quindi, dei nobili cividalesi de’ Portis che nel 1483 lo portarono in dote ai visconti di Mels.

Nel 1509 il castello, ereditato dagli Asburgo, fu attaccato dalle truppe della Serenissima. Nello stesso periodo il territorio fu colpito anche da una violenta epidemia di peste e, nel 1511, dal terremoto. Eventi, questi, che furono la probabile causa della sua rovina.

Nel secolo successivo il castello venne ricostruito e adibito a moderna residenza di campagna. Durante la prima guerra mondiale l’edificio fu usato come ospedale militare e restaurato alla fine del confiltto. Requisito nella seconda guerra mondiale divenne un ricovero per gli sfollati. Passato in eredità ai Gabrici di Cividale, dopo un lungo priodo di degrado nel 2000 è stato sottoposto a un radicale restauro.

Il mastio è serrato da quattro torri angolari e un muro di cinta in cui si apre un portale ad arco centinato, su cui campeggiano lo stemma dei Mels e un leone di San Marco. Secondo antichi detti popolari dalla torre di sud-est si accedeva ad un naturale cunicolo sotterraneo – poi franato – che avrebbe condotto fino al torrente Judrio. Il castello poggia su uno zoccolo di roccia calcarea, che è notoriamente soggetta ai fenomeni erosivi caratteristici del Carso.

 

Informazioni


Indirizzo: Prepotto – Udine

Stato di conservazione: in fase di restauro

Visite: solo esterni

×

 

ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI UDINE

Clauiano2

Clauiano

Le testimonianze dell’esistenza del borgo risalgono al 1031, quando venne menzionato con il toponimo di Cleuian che forse fu derivato dal nome di un possidente locale (forse Claudius o Clavius).

Due sono gli antichi borghi attorno a cui si raccolgono le case storiche: quello di San Martino, dove si trovano gli edifici più antichi, risalenti al tardo Quattrocento; e quello di San Giorgio, quest’ultimo riunito attorno all’omonima chiesa e nei cui pressi c’era la centa, un rudimentale sistema difensivo di epoca medioevale molto diffuso nei paesi della pianura friulana.

La Chiesa di San Marco ha origini paleocristiane, mentre quella di San Giorgio è di costruzione settecentesca. Le case del borgo furono edificate con pietre e sassi del torrente Torre, che fungono da rustico decoro dei portali delle ville rurali, e con i mattoni e i coppi realizzati nelle fornaci della zona. Tra dimore di pregio storico, che hanno fatto includere il paese tra i borghi più belli d’Italia, spiccano la quattrocentesca Casa Gardellini, la più vecchia del borgo, con la facciata decorata a losanghe bianche e rosse, e le abitazioni nobiliari settecentesche come Casa Menotti e Casa de Checo, con gli splendidi portali e le finestre riquadrate in pietra.

Villa Ariis, con un portale in pietra sormontato da una bifora e dal Leone di San Marco, è un tipico complesso padronale con rustici annessi e grande orto recintato da una muraglia merlata.

Casa Palladino, la cui facciata è ornata da una meridiana, consta di una tipica corte friulana del XVIII secolo con loggia colonnata.

Il complesso di rustici di Casa Bosco riporta in facciata iscrizioni e decorazioni geometriche cinquecentesche. Villa Manin è, invece, una dimora nobiliare settecentesca di forme classiche, preceduta da una corte d´onore, che appartenne al potente casato della Serenissima. Casa Foffani, palazzo urbano ottocentesco, conserva soffitti con stucchi settecenteschi, mentre i fabbricati rustici, raccolti attorno a questa come alle altre case padronali, erano usati per la produzione del vino, la conservazione del tabacco e delle granaglie e per l’allevamento del baco da seta.

 

Informazioni


Dove: Clauiano è una frazione del Comune di Trivignano Udinese in Provincia di Udine

 

Informazioni: Comune di Trivignano Udinese, Piazza Municipio 5

www.comune.trivignano-udinese.ud.it – Tel.: +39 0432 999002; Fax: +39 0432 999559; e-mail: protocollo@com-trivignano-udinese.regione.fvg.it

×

 

ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI UDINE

Ovaro

Il borgo di Ovaro

Situato in una soleggiata conca nel canale di Gorto, il borgo di Ovaro con le sue tredici frazioni (Clavais, Lenzone, Liariis, Chialina, Entrampo, Luincis, Luint, Mione, Ovasta, Cella, Agrons, Muina e Cludinico) è il principale centro della bassa Val Degano. Il paese – immerso nel verde di una natura incontaminata, fra i gruppi montuosi del Col Gentile a Ovest e dell’Arvenis a Est – deve il suo nome alla rigogliosa vegetazione che lo circonda, costituita sopratutto di aceri (in latino opulus).

Ovaro, oltre ad essere uno dei Borghi autentici d’Italia, grazie agli ampi spazi e alle aspre montagne che lo circondano è stato definito il “Balcone della Val Degano”.

Tra le più antiche vestigia sono visitabili quelle della basilica paleocristiana e la necropoli altomedievale in località San Martino, oltre alle tante bellezze naturali e architettoniche delle sue frazioni, come quelle di Ovasta, caratterizzata dai bellissimi portali di ingresso ai palazzi signorili e la Casa De Corte, tipico esempio di architettura carnica risalente al XVII secolo; i Mulini della Iesola, gli stavoli di Chiastellir di Luint e poi a Mione Palazzo Micoli Toscano, realizzato nel 1836 dall’architetto pordenonese Giovanni Battista Bassi, noto come la Casa delle Cento Finestre.

La pieve di Santa Maria di Gorto, collocata su uno sperone di roccia a Nord di Agrons, è uno degli edifici più antichi del Friuli, mentre nella chiesa parrocchiale di Muina, sono conservate diverse tele di santi attribuite a Nicola Grassi.

Nei dintorni, in località Baus, tra Ovaro e Comeglians, è possibile visitare un vecchio mulino ancora in funzione. Presso Cella si fabbricano le famose tegole dipinte di verde, caratteristiche di molte case tipiche delle valli carniche. A Cludinico, invece, si può riscoprire l’ex-miniera di carbone situata sotto il paese.

La Sagra del Malgaro si svolge tradizionalmente nel mese di luglio, con un mercato di prodotti tipici gastronomici ed artigianali.

 

Informazioni


Informazioni: Ufficio turistico di Ovaro, via Caduti 2 maggio 144 – tel.: +39 0433 677782; e-mail: info.ovaro@cmcarnia.regione.fvg.it

×

 

ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI UDINE

Civico_Museo_Sartorio_Trieste

Civico Museo Sartorio

L’elegante villa borghese dell’Ottocento, diventata casa-museo nel 1947 grazie al lascito testamentario di Anna Segrè Sartorio, è stata riaperta al pubblico nel 2006 dopo il restauro finanziato dal Comune di Trieste e dalla famiglia Costantinides.

La villa settecentesca di gusto veneto fu ampliata nell’Ottocento dall’architetto Nicolò Pertsch. I Sartorio, mercanti di origine sanremese, avviarono una fiorente attività commerciale a Trieste e fecero della villa una raffinata residenza.

Nel 1838 vennero rifatte le facciate secondo il gusto neoclassico e vennero aggiunte la biblioteca (che raccoglie 6.000 volumi), la sala neogotica, una sala voltata e una piccola cappella; l’anno seguente i Sartorio fecero progettare all’architetto Francesco Scalmanini l’ingresso principale.

All’interno della villa convivono gli arredi originali in stile Impero, Biedermeier, neogotico e neorococò e si conservano preziose ceramiche tra cui il servizio di porcellana di Meissen donata da Federico Augusto II di Sassonia a Giovanni Guglielmo Sartorio.

Ricchissime anche le collezioni d’arte con opere di Alessandro Magnasco, Michele Marieschi e Giuseppe Bernardino Bison; la raccolta Rusconi-Opuich, che comprende circa 2.500 manufatti che spaziano dall’arte antica a quella novecentesca, la collezione di disegni del Tiepolo (254 disegni raccolti da Giuseppe Sartorio) e il trecentesco Trittico di santa Chiara.

Nei sotterranei sono esposti le collezioni di arte applicata, gioielli e i resti di una domus romana del I sec. d.C. emersi durante i lavori di restauro.

La quadreria, collocata nei locali delle antiche scuderie, comprende oltre mille dipinti delle collezioni dei Civici Musei di Storia ed Arte.

Il deposito delle carrozze è stato adibito a Gipsoteca e Gliptoteca, con circa seicento sculture del XIX e XX secolo, tra cui quattro calchi in gesso di opere di Antonio Canova realizzate dell’artista stesso e opere di scultori triestini come Giovanni Depaul, Giuseppe Capolino, Giovanni Mayer, Gianni Marin, Antonio Camaur fino a Marcello Mascherini, Ugo Carà e Nino Spagnoli.

 

 

Informazioni


Indirizzo: Largo Papa Giovanni XXIII 1, Trieste

Servizi: visite guidate, bookshop, archivio documentale, biblioteca; accessibile ai disabili; Trieste City Pod

Informazioni: museosartoriotrieste.it; www.triestecultura.it; E-mail: cmsa@comune.trieste.it

Orari di apertura: da martedì a sabato 13.30-17.30; domenica 10.00-17.00;

chiuso il lunedì

Visite: prenotazioni presso il Servizio Didattico – Tel.: 040 6754480; Fax: 040 6754727; E-mail: serviziodidattico@comune.trieste.it; www.serviziodidattico.it

Ingresso: intero € 6,00;ridotto € 4,00 fino ai 5 anni; gratis con FVG Card

Come arrivare: in autobus con la linea 30

Tel.: 040 301479

Fax: 040 6754065

×

 

ALTRO IN ZONA
Fagagna

Fagagna

Il borgo di Fagagna deve il suo nome ai boschi di faggio che un tempo inverdivano le colline dell’udinese. Il centro storico è costituito da sette antiche borgate riunite intorno al Castello, donato da Ottone II di Sassonia alla Chiesa di Aquileia attorno al Mille, che costituiva un avamposto della linea fortificata comprendente anche il castello di Villalta. Quest’ultimo, risalente al 1216, si erge ancora in mezzo alla campagna con la sua torre e le mura merlate.

Dal Palazzo Municipale si sale al colle del castello seguendo una vecchia strada selciata, in cima è possibile ammirare il Palazzo della Comunità e la duecentesca Pieve di Santa Maria Assunta, nonché la chiesetta di S. Leonardo con affreschi trecenteschi. Dalla Pieve, passeggiando lungo la panoramica via dei Tigli si incontrano una casa-forte del XIV secolo e il Museo della vita contadina in Cjase Cocèl. Inoltre, prendendo la strada Daûr Glesie (dietro la chiesa), attraverso il sentiero nel bosco, è possibile visitare il fortino militare della prima guerra mondiale e, da qui, seguendo la strada campestre Riva di Cjastenêt, si arriva al Borgo Riolo, sorto alla fine Cinquecento.

Tra i palazzi signorili del borgo spiccano il settecentesco Palazzo Nigris, i palazzi Asquini, seicentesca residenza della famiglia comitale e Palazzo Pecile del XVIII secolo.

La chiesa di Santa Maria Assunta custodisce il prezioso organo Comelli del 1788 con una splendida tastiera intarsiata in ebano e avorio, mentre in San Giacomo si trova quello realizzato da Beniamino Zanin (1903).

Noto e rinomato è il formaggio che si produce a Fagagna, la cui latteria sociale è stata nel 1885 tra le prime cooperative del Friuli Venezia Giulia.

 

Informazioni


Informazioni:

Comune di Fagagna – www.comune.fagagna.ud.it – piazza Unità d’Italia, 3 – 33034 Fagagna (UD), tel. +39 0432 812111 – fax +39 0432 810065

×

 

ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI UDINE

Teatro_Comunale_Gozzi_Pasiano

Teatro Comunale Gozzi

L’edificio in stile neoclassico fu costruito nel 1932 con le donazioni dei pasianesi in memoria dei Caduti del primo conflitto mondiale. Inizialmente pensato come scuola professionale di disegno e di agraria con un pronao in cui collocare le lapidi con i nomi dei 200 Caduti, in seguito il Comune lo adibì a cinematografo e quindi a Teatro, intitolato ai fratelli Gasparo e Carlo Gozzi, letterati del ’700, vissuti nell’omonima Villa Gozzi di Visinale.

Gasparo (1713-1786) fu cronista e animatore della vita intellettuale veneziana e precursore del moderno giornalismo con la cospicua presenza sulle pagine della “Gazzetta Veneta”, Carlo (1720-1806) invece, scrisse fiabe e testi teatrali spesso in polemica con Carlo Goldoni; suo è il testo della Turandot.

Il teatro attualmente ospita rassegne teatrali, concerti, conferenze nonché mostre temporanee d’arte.
 
 
 
 
 

Informazioni

Indirizzo: Piazza Alcide De Gasperi, Pasiano di Pordenone

×

 

ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI PORDENONE

Castello_Mocco

Castello di Moccò

La prima menzione del castello posto a guardia della Val Rosandra risale al 1233 – come «Castro de Muchou» – anno in cui il vescovo di Trieste lo diede in consegna a dei ministeriali che assunsero il predicato de Mucho.

Il castello, insieme a quello di Moncolano, nei pressi di Prosecco, presidiava la strada che collegava il litorale con la Carniola e l’Istria, fondamentale per i traffici mercantili e, pertanto, lungamente conteso tra Venezia e Trieste.

Nel 1268 venne distrutto dai capodistriani e ricostruito dal Patriarca di Aquileia che in seguito lo cedette al Comune di Trieste.

Assediato e preso dai veneziani più volte nel corso dei secoli, nel 1511, in seguito all’ennesima guerra austro-veneta, il vescovo di Trieste Pietro Bonomo alla guida delle milizie triestine e alle truppe boeme e croate fornite dall’imperatore ottiene la resa dei veneziani asserragliati nel castello e di tutte le strutture fortificate minori dei dintorni, compresi il Tabor di Draga e il castello di San Servolo. Quindi il castello fu fatto radere al suolo per ordine del vescovo, affinchè non cadesse nuovamente in mano nemica. I materiali del castello antico furono impiegati per la costruzione del castello Nuovo, sorto nel XVII secolo che, già danneggiato dalla seconda guerra mondiale, fu irrimediabilmente distrutto da un incendio poco tempo dopo. Oggi se ne possono scorgere solo le fondamenta e parte delle mura diroccate.

Sull’altura sorge oggi la Vedetta Moccò, da cui si possono osservare il monte Stena, noto per la Grotta delle Gallerie e la Fessura del Vento, il “Crinale” con il cippo Comici e la chiesa di Santa Maria in Siaris e il torrente Rosandra spaziando con lo sguardo fino al mare.

 

Informazioni


Indirizzo: località Moccò,San Dorligo della Valle

Come arrivare: raggiungibile da Sant’Antonio in Bosco seguendo la strada che conduce a San Michele oppure seguendo il sentiero CAI n. 1; in autobus con la linea 41, fermata piazza Bagnoli

×

 

ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI TRIESTE